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Le origini

“Stille Nacht! Heilige Nacht!” La difficile epoca in cui nacque il nuovo canto

Guerra, catastrofi naturali, fame, miseria ed epidemie: “Stille Nacht! Heilige Nacht!” nasce in tempi duri. Anche Joseph Mohr e Franz Xaver Gruber, i due autori, trascorrono infanzia e gioventù in circostanze davvero infauste: le truppe francesi occupano il paese, i soprusi e gli atti di violenza sono all’ordine del giorno. I genitori temono di non poter sfamare i propri figli e non si fidano a farli uscire di casa. La desolante situazione politica ed economica offre poche prospettive per il futuro. La popolazione è esposta a circostanze arbitrarie senza alcuna tutela. Chi è sorretto da una salda fede in Dio, ad essa si affida. Tutti gli altri vivono nella sfiducia e nella disperazione. Forse è proprio questa situazione traumatica che rende gli uomini più recettivi nei confronti di una nuova canzone. Come un piccolo lume nella notte scura, il canto diffonde una scintilla di speranza e di calore umano.

1792 – 1815, la Francia e l’Europa: le guerre napoleoniche (guerre della coalizione) inaugurano in Austria e in Baviera un ventennio di violenza, fame e privazioni.

18.10.1813, Ried im Innkreis: con il Trattato di Ried, il regno di Baviera si unisce agli alleati antinapoleonici.

18.09.1814 – 09.06.1815: dopo la sconfitta di Napoleone, dal 1814 il Congresso di Vienna determina un riordinamento dell’Europa che coinvolge anche il Salisburghese, il Tirolo e l’Alta Austria. Dopo tanti anni di guerra e carestia, la popolazione è stremata, immane il desiderio di pace.

Aprile 1815, Indonesia: sull’isola di Sumbawa esplode il vulcano Tambora. Una catastrofe naturale che porta gravi conseguenze a livello planetario, anche per la Baviera e l’Austria. Il freddo straordinario della primavera 1816 provoca enormi perdite nei raccolti aumentando la fame tra la gente. Si diffondono epidemie mortali e l’Europa vive una delle prime grandi ondate di emigrazione.

18.06.1815, Waterloo (Belgio): dal suo esilio sull’isola d’Elba, Napoleone ritorna al potere per 100 giorni. Ma la battaglia di Waterloo sancisce la sua definitiva sconfitta.

14.04.1816, Monaco di Baviera: il Trattato di Monaco mette fine alle tensioni tra il regno di Baviera e l’impero austriaco, ma comporta significative perdite di territorio per entrambi gli Stati: la Baviera restituisce all’Austria l’Innviertel, l’Hausruckviertel e il distretto di Vils in Tirolo. I territori della ex Prepositura di Berchtesgaden e del Rupertiwinkel restano invece bavaresi. Questa situazione colpisce duramente il Salisburghese, per esempio con la perdita di Laufen, benestante città di battellieri: Laufen e la sua intera amministrazione rimangono alla Baviera mentre il sobborgo di Oberndorf (oltre il fiume Salzach) diventano austriaci. Il 1 maggio 1816 a Salisburgo, l’emblema bavarese sulla residenza dei principi vescovi viene sostituito dall’aquila bicipite dell’impero austriaco. Dopo anni di alterno dominio, il Salisburghese non appartiene più al regno di Baviera.

1816, Mariapfarr: Joseph Mohr, giovane prete ausiliario di Salisburgo, scrive una poesia di sei strofe dal titolo “Stille Nacht! Heilige Nacht!” (Notte silenziosa! Notte santa!).

24.12.1818, Oberndorf: Joseph Mohr, che ora è sacerdote ausiliario a Oberndorf, affida la poesia al suo amico Franz Xaver Gruber, maestro di scuola nel vicino paese di Arnsdorf e organista a Oberndorf. In seguito alle guerre napoleoniche e all’imposizione della nuova frontiera con la Baviera, in questo paese la situazione è desolante: gli abitanti sono indebitati, non hanno più reddito e soffrono la fame.

Joseph Mohr prega Franz Xaver Gruber di mettere in musica la sua poesia. Quest’ultimo scriverà per l’occasione una melodia in re maggiore a cui in seguito non attribuirà molta importanza. La sera stessa, il canto verrà eseguito per la prima volta dai due amici al termine della Santa Messa di Natale, nella sua scrittura originale per due voci con accompagnamento di una chitarra.

Gli scritti autografi

Esiste una sola versione autografa del canto scritta a mano da Joseph Mohr, mentre Franz Xaver Gruber ne ha lasciate quattro. I testi originali sono conservati a Salisburgo, al Salzburg Museum e al museo Stille-Nacht di Hallein.

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