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Italiani nel Salisburghese

Tra Natura e Cultura, i posti del cuore di tre italiani che hanno scelto di vivere nel Salisburghese

Salisburgo ha ospitato nella sua storia moltissimi italiani, che hanno contribuito in maniera decisiva alla sua “ italianizzazione”, artisti che hanno lavorato, dipinto e suonato alle corti dei Principi - Arcivescovi in passato, come Santino Solari, che ricostruì il duomo nel ‘600 o gli Altomonte che lasciarono affreschi in molte chiese e palazzi della regione. A Salisburgo vissero anche illustri musicisti di fama mondiale come Arturo Toscanini e Riccardo Muti, e ancora oggi vivono e lavorano qui molti italiani, che hanno deciso di rimanere perché amano la natura e la cultura di questi posti. Francesca, Francesco e Carla ci hanno raccontato il Salisburghese dal loro particolare punto di vista.

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I posti magici di Francesca

Francesca C. è una pianista italiana di origine abruzzese che ha suonato e vissuto in tutto il mondo: Europa, America e Asia, ma il suo cuore è rimasto a Salisburgo. Francesca qui ha messo su casa e abita con la sua famiglia. Salisburgo è  naturalmente un posto fantastico  per una pianista, che può partecipare o andare a sentire concerti di altissimo livello, durante la settimana mozartiana o  il festival di Pentecoste. “Ma è anche un posto ideale per fare crescere i bambini, c’è così tanto verde” E in effetti tra concerti e lezioni di musica, sfrutta tutte le possibilità di fare escursioni nella natura. Persino senza uscire dai confini della città, nel quartiere di Aigen, a sud di Salisburgo: “Dietro il famoso castello Schloss Aigen vado spesso con le mie bambine a passeggiare. Prati verdi, boschi e c’è anche una piccola cascata…”.  Il parco accanto al castello di Aigen era in realtà un giardino all’inglese del barone di Schwarzenberg, era tra i più famosi del XIX secolo e i suoi sentieri,  ponti, fonti termali e cascate erano tra i più belli in Europa. Il sentiero, che porta fino al Gaisberg era già allora molto frequentato, soprattutto da pittori che ne ritrassero  spesso panorami.

Un altro luogo del cuore di Francesca è il sentiero che parte dall’albergo Vollererhof a Elsbethen e si addentra in mezzo al bosco fino al rifugio di Erentrudis Qui non è difficile avvistare cervi e cerbiatti. “Ci piace molto anche prendere la funivia per andare sull’ Untersberg, e godere di una vista meravigliosa”. Spostandosi più a sud, una delle mete preferite di Francesca è un posto magico che incanta tutti: “un sentiero nel bosco che arriva a una radura, e costeggia una serie di laghetti alpini dall’acqua trasparente, di colore smeraldo dove nuotano trote di ruscello e piccoli temoli: E’ la Bluntautal, quasi impronunciabile meta domenicale di molti salisburghesi. Altri posti che piacciono a Francesca sono Golling, con la sua fortezza e uno splendido sentiero di avventure per bambini, e Werfen con una fortezza da fiaba.

Francesco innamorato della città

Francesco P. è originario del centro Italia e conosce il Salisburghese come le sue tasche, perché opera come guida turistica da decenni. Accompagna i gruppi italiani alla scoperta della cittàà e della regione e se ne intende davvero. Francesco è un amante della città, ed è innamorato di tutti i classici delle visite guidate, dalla Fortezza di Hohensalzburg ai giochi d’acqua di Hellbrunn,  dal Wolfgangsee alla Getreidegasse . “Il Salisburghese impressiona sempre me e i miei gruppi turistici  per il verde, la cura dell’ambiente e delle tradizioni. Le città e le strade sono sempre linde come in una cartolina, le aiuole e il verde pubblico sempre perfetti, persino nelle rotonde e negli svincoli autostradali ci sono fiori in ogni stagione, le strade sono pulite, i parchi meravigliosi e gratuiti” (Mirabell, Volksgarten!). Anche se straniero, apprezza l’attaccamento dei Salisburghesi alla loro tradizione, nei vestiti, nel cibo, nelle architetture del paesaggio, nel rispetto delle tradizioni dell’Avvento e della Pasqua. Uno dei posti che più lo ha impressionato è la Strada Alpina del Grossglockner, un capolavoro d’ingegneria e un piacere per gli occhi per ogni turista. “Da quando l’ho scoperto consiglio a tutti i gruppi di andarci, se possibile, per il panorama alpino che si gode senza dover necessariamente camminare molto”.

Carla, l’escursionista

Carla G. è originaria del milanese, insegna italiano da molto tempo agli austriaci e ha moltissimi amici che vengono spesso in visita nel Salisburghese. “A tutti i miei amici piace molto la passeggiata da Bergheim a Maria Plain, un santuario, meta antica di pellegrinaggio, posto su una collina a nord di Salisburgo. La passeggiata non è lunga né difficile, e dopo una ventina di minuti si arriva al santuario passando vicino a un modernissimo “bosco del ricordo”, un cimitero naturale e sostenibile, dove l’ architettura funeraria cede il posto alla natura e agli alberi. “Una moderna visione della spiritualità contrapposta al santuario, simbolo dell’ antico cattolicesimo austriaco. La vista dal sagrato della Chiesa è forse la più bella sulla valle del dal fiume Salzach: si vede tutta la città e si segue il serpeggiare del fiume verde che la traversa”.

Carla durante un’escursione –

A Carla piace camminare e muoversi nella natura: ” Faccio spesso escursioni nella regione Tennengau, vicino a Golling, sul monte Schlenken, fino alla Halleinerhaus ma è per escursionisti esperti, soprattutto in inverno servono le ciaspole, ma è meraviglioso. Invece nella bella stagione porto sempre i miei amici su sentieri facili, fino al rifugio – trattoria fino al margine del bosco. Dove si può andare persino con bambini”.

Un altro posto speciale per Carla è il lago Seewaldsee, zona protetta nel comune di Sankt Koloman: è un lago alpino palustre a 1074 metri di altezza con una flora e fauna particolari come la ninfea gialla, o l’Andromeda polifolia con i suoi fiorellini rosa. “Un posto che ricorda le montagne di Heidi”, dove si può camminare intorno al lago su due sentieri: uno sterrato e comodo, uno più irto e pietroso.   “Questo posto ci piace tanto anche perchéé ci si  può  rifocillare in un divertente rifugio: la “Auerhütte”, dove vengono salvate dall’estinzione decine di animali tipici, come i simpatici  galli  Appenzeller con un bellissimo ciuffo rosso.

Tutto sommato, ognuno trova nel Salisburghese i propri buoni motivi per venire, e talvolta rimanere.

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