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Era la vigilia di Natale 1818…

nasceva il canto di Natale più famoso del mondo: Stille Nacht!

Oberndorf, 24 dicembre 1818

Dalla strada di Arnsdorf, coperta di neve, un uomo arriva ansimando sul sagrato della chiesa di S. Nikola, si scuote la neve di dosso, entra, si fa il segno della croce e si affretta verso la sagrestia.

“Maestro Gruber!” – un giovane curato gli si fa incontro – “Ha fatto in tempo? Mi ha portato la musica?”

“Certo padre Mohr, però la prossima volta che le vengono di queste idee, mi dia almeno qualche giorno in più.” Lo rimprovera sorridendo il maestro. Poi dalla tasca interna del cappotto tira fuori un foglio piegato in quattro e lo consegna al curato.

Canzone 'Astro del ciel.

Versione del canto “Stille Nacht” scritta a mano da Franz Xaver Gruber.

Padre Mohr lo legge attentamente, canticchiando le note fra sé.

“Padre, – lo anticipa Gruber – lo so, è una ninna nanna, non un canto di chiesa. Ma è il Suo testo che la suggerisce già con la prima strofa. Ascolti:

Notte silenziosa! Notte santa!

Tutto dorme; solitaria veglia solo l’intima, santissima coppia.

Grazioso bimbo dai capelli ricci, dormi in pace celeste! Dormi in pace celeste!

Si sarà pur addormentato anche Gesù Bambino, fra le braccia di Maria. Quasi lo vedo dormire come tutti i bambini, anche se è il Figlio di Dio.”

Padre Mohr solleva lo sguardo dal foglio e fissa l’amico Gruber, sorridendo soddisfatto. “È bellissima maestro, ma come Le è venuta?”

“Ho avuto due bambini, padre. – risponde Gruber abbassando le palpebre sugli occhi lucidi – Mia moglie Maria ed io ne abbiamo cantate di ninne nanne… per farli addormentare, sa. E l’abbiamo fatto anche quando abbiamo chiuso i loro occhi per l’ultima volta.
Questa musica mi è sgorgata così, dall’anima, pensando a Gesù Bambino, pensando ai miei due piccoli, e confidando che ora siano insieme e forse possano ascoltarci anche da lassù, nella pace celeste.”

Con un gesto un po’ goffo nella sua tonaca nera, padre Mohr abbraccia il maestro: “Certo che è così, sicuramente anche loro dormono con Gesù nella pace celeste, nell’amore infinito di Dio.”

Poi si gira verso la porta della sagrestia: “Venga maestro, proviamola subito. L’organo fa un po’ le bizze ma la mia chitarra è perfetta! La canteremo dopo la Messa di Natale, davanti al presepe. E la canteremo per l’arrivo di Gesù Bambino, per i suoi figlioli, per la povera gente di Oberndorf, per noi e per il mondo intero, che con l’aiuto del Signore, abbia finalmente pace.”

Giorgio Roggero

 

Questo dialogo immaginario racconta come nacque il canto di Natale più famoso del mondo, da una melodia composta in tutta fretta dal maestro e musicista Franz Xaver Gruber, per una poesia scritta nel 1816 dal curato Josef Mohr.

Due persone umili e buone che 200 anni fa quasi per caso accesero insieme una scintilla d’armonia. Dal Salisburghese questa scintilla si diffuse in tutto il mondo, tradotta in 300 lingue diverse, e tuttora brilla vivida nel periodo natalizio.

Nel 2018, per celebrare il bicentenario, a Salisburgo e in tutti i luoghi legati alla storia di questo canto (nel Salisburghese, ma anche in Tirolo e in Alta Austria) sono in programma mostre speciali nei musei “Stille Nacht”, concerti e spettacoli tra cui persino un musical. Tutti i dettagli e informazioni approfondite sul canto e sui suoi autori sono disponibili sul sito www.astro-del-ciel.it

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