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Tutti insieme appassionatamente

Un film e un viaggio virtuale nel Salisburghese

Ogni estate turisti americani e asiatici affollano il Salisburghese con il desiderio di ripercorrere le tracce del film ”The Sound of Music”, musical del 1965 noto anche in Italia con il titolo ”Tutti insieme appassionatamente”.

Un film di successo

Questo film ha avuto un successo mondiale, è uno dei maggiori campioni d’incassi della storia del cinema e riconosciuto come miglior musical della storia. Il motivo di tanta popolarità è l’indiscussa qualità tecnica del film, diretto da un regista magistrale come Robert Wise, sceneggiato da Ernest Lehmann (West Side Story), interpretato da un’attrice eccelsa come Julie Andrews (Mary Poppins), e dall’idea nuova di doppiare il musical nelle diverse lingue.

Sicuramente molto del suo fascino proviene anche dalla presentazione di un Salisburghese fiabesco e spettacolare, invariato in cinquanta anni e che ogni visitatore cinefilo riconosce a prima vista.

La storia del Musical

Il film racconta in maniera romanzata la storia vera della famiglia Trapp: il Barone von Trapp, vedovo con sette figli, sceglie Maria come ennesima istitutrice dei figli, una novizia sui generis, canterina e ballerina,  un po’ indisciplinata, che montessorianamente   permette  ai figli  giochi pericolosi, molte  attività  ludiche, e moltissima musica.  Il Barone, con un nuovo matrimonio nobile in vista, non apprezza la nuova istitutrice e la osteggia, lei invece conquista i cuori dei figli, e infine anche il suo.  La nuova famiglia Trapp si trasforma in un coro ed è costretta a fuggire dall’Austria in seguito all’annessione al Reich tedesco e alla prospettiva del Barone di dover combattere nell’esercito tedesco. La famiglia riesce a fuggire in Svizzera in maniera rocambolesca, e – questo il film non lo dice – diventerà popolarissima negli Stati Uniti, dove si esibirà in innumerevoli concerti e continuerà a vivere di musica.

Uno scenario da film

Il film presenta l’Austria come un paese magnifico e storicamente innocente, e sembra un omaggio al Salisburghese, a Salisburgo e alle sue bellezze paesaggistiche e architettoniche inanellate nelle scene del film come cartoline turistiche: si apre con le vedute delle cime montane dell’Untersberg, presenta i paesaggi lacustri del Wolfgangsee, la protagonista Maria è novizia nel convento di Nonnberg, le diverse fontane della città vecchia fanno da sfondo a diverse scene e canzoni, nei meravigliosi giardini di Mirabell Maria canta coi bambini la famosa Do re mi, la sontuosa abitazione della famiglia Trapp è inscenata nel castello di Frohnberg, e di Leopoldskron, nel gazebo di Hellbrunn s’innamora Liesl, e i bambini giocano sulla Hellbrunner Allee e remano nel laghetto di Leopoldskron, fanno pic nic con la fortezza di Hohenwerfen sullo sfondo, Maria sposa il barone nella tetra chiesa di Mondsee, il Festival canoro è inscenato nella scuola di equitazione Felsenreitschule, e la famiglia in fuga si rifugia nel cimitero di St Peter, in pieno centro.

Un film veritiero?

In realtà questo musical sdolcinato, come voleva la moda del tempo, non fu apprezzato in Italia, in Germania e neanche in Austria: ovviamente nel dopoguerra non piacque il riferimento alla barbarie nazista, né il fatto di chiamare le “canzonette” di Julie Andrews il “suono della musica” proprio nel paese di Mozart, né le molte imprecisioni hollywoodiane. La vera storia della famiglia Trapp non fu certo così hollywoodiana, e molti criticarono le discrepanze con la realtà: tra queste i costumi e le pettinature non austriache, il presunto amore sbocciato tra Maria e il Barone, la magnificenza dell’alloggio salisburghese, la fuga geograficamente improbabile verso la Svizzera.

Rimane il fatto che i paesaggi e i luoghi sono in gran parte autentici, solo alcune scene d’interni sono state girate a Hollywood riproducendo luoghi davvero esistenti, e moltissimi turisti visitano il Salisburghese soltanto per rivedere il fascino delle montagne, della città e dei luoghi che hanno imparato a conoscere in un film, e non ne vengono mai delusi.

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