Testo: Anton Pichler (sacerdote)
Musica: Ernst Sompek
Eseguito per la prima volta il 15 maggio 1928 dal coro della scuola elementare di St. Andrä.
Terra dei nostri padri, fatti salutare con giubilo,
giardino protetto da nevi eterne,
trasognati ai piedi di boschi ombrosi
tranquilli paesi sul lago solatio.
Sia che i martelli battano sull'incudine
o tenga l'aratro la mano robusta
|: terra dei padri, ti salutiamo con giubilo
Salisburghese, o Salisburghese, nostra patria! :|
Come dal cerchio dorato dell'anello
brilla il diamante, la pietra magica,
dalla striscia verdeggiante del colle
saluta Salisburgo, la fortezza al chiarore del mattino.
E quando le campane iniziano il girotondo
intorno alle torri dei tempi passati,
|: s'avanza per vie e sensi solitari
Mozart con la sua immortalità. :|
Se anche andassimo pellegrini per i paesi del mondo,
nessuno di loro sarebbe pari a te, o patria.
Madre e culla tu sei di noi tutti,
Salisburghese, tesoro d'Austria.
Suolo dei padri, ascolta, noi promettiamo,
di proteggerti con fedeltà in pegno per i nostri figli!
|: Tu che aleggi lassù nelle altitudini eterne,
allarga le braccia e proteggi questa terra!:|